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Malattie cardiache: soffio cardiaco nei cani

Un articolo dedicato alle basi della cardiologia canina, vediamo insieme come comportarsi in caso di soffi cardiaci.

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Fisiologia dell’apparato cardiaco

Prima di capire cosa sia un soffio cardiaco è importante dedicare poche righe, al fine di comprendere la normale fisiologia della pompa cardiaca. Il cuore è la forza pulsante dell’organismo, esso spinge il sangue dal centro verso la periferia tramite una contrazione chiamata sistole e ne permette il ritorno, dalle vene al cuore, tramite una sua espansione detta diastole. Internamente il cuore è diviso in 4 camere: 2 atri e 2 ventricoli. In situazioni di normalità il sangue fluisce tramite un movimento detto laminare, non turbolento, dagli atri verso i ventricoli. Sono quest’ultimi a sprigionare una forza contrattile, capace di “spingere” il sangue verso i tessuti e gli organi da irrorare. Questo passaggio unidirezionale dagli atri ai ventricoli e dai ventricoli alle arterie (polmonare e aorta) è permessa grazie alla presenza di valvole, le quali impediscono un patologico ritorno del sangue dai ventricoli agli atri, durante la spinta sistolica. E’ proprio la chiusura di queste valvole a generare i caratteristici suoni percepiti al fonendoscopio dal veterinario durante l’auscultazione, chiamati toni cardiaci.

Cos’è un soffio cardiaco?

I soffi cardiaci rappresentano dei rumori patologici cardiaci avvertiti in sede di visita clinica. Consistono in un prolungamento del fisiologici toni cardiaci percepiti, derivanti da un malfunzionamento delle valvole cardiache, il quale permette la formazione di flussi sanguigni turbolenti.
In base al tipo di valvola cardiaca coinvolta nel soffio, possiamo avere quadri clinici differenti, i più frequenti e conosciuti sono senz’altro:
• insufficienza mitralica (la valvola che divide l’atrio sinistro dal ventricolo sinistro, situazione tipica della cardiomiopatia dilatativa)
• insufficienza tricuspidale (la valvola che separa l’atrio destro dal ventricolo destro)

Sintomi del soffio cardiaco

Molti soffi cardiaci possono rimanere asintomatici e pertanto possono essere diagnosticati soltanto durante le annuali visite programmate dal veterinario.
Nei casi più gravi di scompenso cardiaco possono essere presenti:
• intolleranza all’esercizio
• difficoltà nel salire le scale
• sincopi
• difficoltà respiratorie (dispnea)
• cianosi delle mucose

Come diagnosticare un soffio cardiaco?

Come detto in precedenza, il soffio cardiaco è piuttosto semplice da rivelare per il veterinario, in sede di visita. E’ generalmente ben percepibile alla semplice auscultazione toracica. A seguito della visita, al fine di stadiare la patologia cardiaca andranno eseguiti approfondimenti diagnostici quali: un’ecocardiografia con ECG, associata ad almeno 2 proiezione radiografie di polmoni e cuore. La stadiazione della patologia cardiaca variabile da un grado I ad un grado VI e farà la differenza al fine dell’impostazione di una terapia medica.
Come per molte patologie cardiache, la terapia medica non può condurre ad una completa risoluzione del problema, ma offre l’opportunità di rallentare il progresso degenerativo di invecchiamento valvolare, migliorando considerevolmente la prognosi e quindi l’aspettativa di vita dei pazienti cardiopatici.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

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